Ma il cielo è sempre più Rino

Scritto da Alessio Ferraro 

Salvatore Antonio Gaetano nasce a Crotone il 29 ottobre 1950.

Su di lui, nel corso della sua breve vita e anche dopo la sua morte, sono state dette tante cose: che non era un grande artista, che era scomodo; c’è chi lo amava, chi lo odiava, chi lo prendeva in giro, chi non lo capiva. In tanti hanno cercato di inquadrarlo, di chiuderlo dentro un’etichetta, di spiegarlo. Ma forse l’unico modo per leggere Rino Gaetano è semplicemente pensare che era, è e sarà sempre Rino Gaetano.  Un cantastorie ironico, dai temi sociali, che ha raccontato — e continua a raccontare — l’Italia, gli ultimi, le contraddizioni del potere. Sempre controcorrente, sempre libero. A Sanremo, con Gianna — una canzone che secondo lui non significava nulla — compie una grande rivoluzione, portando per la prima volta la parola “sesso” in un testo sanremese. Racconta perfettamente l’Italia in una canzone monumentale come Aida. Ha il coraggio di fare nomi e cognomi in Nuntereggae più, nel pieno degli anni '70, toccando nervi scoperti del potere. E a volte sa essere anche poetico e struggente, in brani come Sfiorivano le viole, Scusa Mary, o racconta la solitudine in canzoni come Escluso il cane. Rino, nei suoi pochi anni di vita e di intensa attività artistica, non solo ha scritto dei capolavori, ma ha scritto capolavori senza tempo.  La sua arte, a distanza di tanti anni, rimane attuale: viene cantata da grandi e piccoli, da anziani e giovani, da chi l’ha conosciuto e da chi, come me, lo ricorda con affetto pur non avendo vissuto la sua epoca. Tra i tanti messaggi che ci ha lasciato nelle sue canzoni, forse il più importante è questo: nonostante tutto, nonostante le mille situazioni della vita e della società, il cielo è sempre più blu.

Tanti auguri, immenso Rino Gaetano.


"C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio: io non li temo!  

Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale."

Rino Gaetano





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