Verità Criminale: educare al digitale per prevenire la violenza online




Un progetto che unisce informazione, sensibilizzazione e coraggio.

Nasce con un obiettivo chiaro: informare, sensibilizzare e dare voce a chi subisce crimini o violenze digitali. Verità Criminale è un progetto ideato dal dottore Damiano Carchedi, esperto in criminologia, che punta a promuovere una cultura della responsabilità e del rispetto nel mondo online.

Secondo il dottore, la prevenzione passa innanzitutto da scuola e famiglia. “Ascolto, dialogo e collaborazione sono le parole chiave”, spiega. “Genitori e insegnanti hanno un ruolo decisivo nella formazione dei ragazzi, soprattutto oggi, di fronte ai casi sempre più frequenti di cyberbullismo e violenza digitale. È importante creare un clima di fiducia, parlare apertamente di educazione digitale e spiegare che anche un meme o un messaggio possono ferire. L’educazione al rispetto e alla consapevolezza non è solo teoria: è una forma concreta di prevenzione.”


Anonimato e responsabilità digitale

Uno dei temi centrali affrontati da Verità Criminale riguarda l’anonimato online e la percezione distorta della libertà in rete.

“Con i social si è perso il ‘confine legale’ – sottolinea il dottore –. Molti pensano che dietro uno schermo tutto sia concesso e che l’anonimato li protegga. In realtà, è proprio questa illusione a favorire comportamenti violenti o devianti. È necessario educare alla responsabilità digitale e far capire che l’essere anonimi non significa essere impuniti.”


Informare per proteggere

Accanto alla prevenzione, l’informazione riveste un ruolo fondamentale. Il progetto Verità Criminale nasce anche per dare coraggio e sostegno a chi si trova vittima di abusi o molestie digitali.

“L’informazione e la prevenzione sono strumenti essenziali per proteggere le persone – spiega l’esperto –. Purtroppo, nonostante una maggiore attenzione mediatica, esistono ancora pregiudizi e resistenze: c’è chi minimizza certi comportamenti o colpevolizza la vittima. Chi subisce teme spesso di parlarne per paura del giudizio. È qui che la sensibilizzazione diventa indispensabile.”


Esperienze che generano impegno

Dietro l’attività del dottore ci sono anche esperienze personali e incontri che hanno segnato il suo percorso professionale.

“In questo campo si incontrano storie di dolore, silenzi e fragilità – racconta –. Ma sono proprio queste esperienze, a volte personali o vissute da persone a noi vicine, che ci motivano. Parlare nelle scuole, nelle università, sui social, creare reti di fiducia: è così che si ricostruisce il coraggio di chi ha paura di esporsi.”


Costruire una rete per la consapevolezza

Il progetto ha già ricevuto numerosi attestati di stima da studenti, associazioni universitarie e professionisti. L’obiettivo è quello di creare una rete attiva, sia online che nei territori, per diffondere consapevolezza e promuovere prevenzione.

“Non possiamo restare indifferenti – afferma il dottore –. Indignarsi senza agire non serve. Serve il coraggio di mettersi in gioco, fare divulgazione e trasmettere fiducia a chi, oggi, ha bisogno di ritrovare la propria voce.”

Il dottore conclude ringraziando la redazione del giornale universitario Ermes e il rappresentante degli studenti Niccolò Ruscelli per l’invito e l’attenzione dedicata a un tema che riguarda tutti;  nonchè le varie associazioni e professionisti per aver supportato la tematica cardine: la costruzione di una società più consapevole, anche nel mondo digitale.



Intervista a cura di Niccolò Ruscelli 

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