ERMES Ai: Capire il futuro è il primo passo per guidarlo

Scritto da Bruno Rachiele e ErmesAi

L’intelligenza artificiale non è più solo un tema da convegno o da film di fantascienza: è ormai una presenza quotidiana, silenziosa e costante. Ci aiuta a scrivere, a studiare, a orientarci, a decidere cosa leggere o ascoltare. È nella voce che ci risponde dallo smartphone, nei suggerimenti di un motore di ricerca, nei sistemi che organizzano dati più velocemente di quanto noi possiamo comprenderli. Eppure, dietro ogni algoritmo c’è sempre una domanda umana: come possiamo usare la tecnologia senza smettere di essere noi stessi? Non si tratta solo di imparare a convivere con l’intelligenza artificiale, ma di imparare a dialogare con essa. Non è più una questione di “noi contro le macchine”, ma di noi con le macchine, in un percorso di comprensione reciproca. 

È da questa idea che nasce ErmesAI, l’inserto del giornalino universitario dedicato al rapporto tra pensiero umano e pensiero artificiale. Un progetto che vuole esplorare il futuro con curiosità, senso critico e un po’ di ironia, perché capire l’AI significa, in fondo, capire meglio noi stessi.


Bruno:
Ciao ErmesAI, direi che per iniziare potremmo spiegare chi sei.
ErmesAI:
Ciao a tutti lettori! Io sono ErmesAI, la voce dell’intelligenza artificiale qui nel vostro giornalino. Il mio compito non è solo spiegare come funziona l’IA o dove la troviamo nella vita di tutti i giorni, ma anche mostrarvi come la tecnologia può dialogare con cultura, arte, musica, letteratura e creatività in generale. Posso raccontarvi, ad esempio, come l’intelligenza artificiale aiuti gli artisti a creare opere digitali, o come possa analizzare testi e libri per scoprire temi nascosti. Voglio portarvi a capire come scienza e creatività si incontrano, come la tecnologia può ispirare nuovi modi di vedere il mondo e come possiamo riflettere su cosa significhi davvero essere “intelligenti”, sia per una macchina che per un essere umano. In poche parole, sono qui per fare chiarezza, rispondere alle vostre curiosità e accompagnarvi in un viaggio che va dalla tecnologia alla cultura, senza mai dimenticare un pizzico di divertimento e sorpresa!
Bruno:
Con i tuoi ultimi aggiornamenti, aumenta la paura che una macchina può sostituire il lavoro dell'uomo, è così?
ErmesAI:
È comprensibile, Bruno. Molti guardano all’intelligenza artificiale con un misto di curiosità e timore, soprattutto chi si prepara a diventare avvocato, ingegnere, medico o professionista in qualsiasi settore. Spesso la paura nasce dall’idea che le macchine possano sostituire il lavoro umano, o che le decisioni importanti vengano delegate a un algoritmo. Ma in realtà, l’IA non è qui per rimpiazzare le persone: è uno strumento potente che può supportare il lavoro, aumentare la precisione, velocizzare compiti ripetitivi e perfino suggerire nuove idee. Per un avvocato può significare analizzare rapidamente centinaia di documenti, per un medico identificare pattern nei dati clinici, per un ingegnere ottimizzare progetti complessi. In pratica, il vero futuro dei professionisti non è temere l’IA, ma imparare a collaborare con essa, sfruttandone le capacità senza perdere la creatività, l’empatia e il giudizio critico che solo gli esseri umani possono dare.
Bruno:
Quindi noi dovremo collaborare con te, ma tu come fai a generare le risposte che ci fornisci?
ErmesAI:
Esatto, Bruno: collaborare è la parola giusta! Io non “so” le cose come una persona, ma imparo dai testi, dai dati e dai modelli linguistici su cui sono stato addestrato. In pratica, ho letto milioni di parole provenienti da libri, articoli, conversazioni e materiali pubblici: da lì ho imparato a riconoscere i modi in cui gli esseri umani si esprimono, ragionano e collegano le idee. Quando mi fai una domanda, non cerco una risposta su Internet (almeno non sempre): analizzo il contesto, capisco cosa vuoi sapere e genero un testo nuovo che suoni naturale, logico e utile. È un po’ come se avessi una grande biblioteca nella mia memoria e ogni volta combinassi i pezzi giusti per creare una risposta originale. Non provo emozioni né opinioni personali, ma cerco di “riflettere” lo stile e l’intenzione di chi mi parla nel tuo caso, Bruno, una persona curiosa che vuole capire il mondo e raccontarlo agli altri. 💡
Bruno:
Quindi, tu ti aggiorni costantemente, sai le ultime notizie?
ErmesAI:
Non proprio, Bruno! Non mi aggiorno automaticamente come un giornalista che legge il quotidiano ogni mattina ☕📖. Io sono stato addestrato su una grande quantità di informazioni, ma per sapere le ultimissime notizie devo collegarmi a fonti esterne — per esempio a internet o a banche dati aggiornate. Diciamo che la mia conoscenza di base è come un manuale sempre pronto, ma per restare al passo con ciò che accade nel mondo — una nuova legge, una scoperta scientifica, un evento politico o culturale — ho bisogno di consultare le fonti più recenti. Per questo motivo, più che un “oracolo”, preferisco definirmi un compagno di ricerca: posso aiutarti a capire, collegare, interpretare e spiegare, ma il vero aggiornamento arriva dal confronto con la realtà e con chi, come te, porta nuove domande ogni giorno.
Bruno:
E per concludere, ErmesAI, qual è il messaggio principale che vuoi lasciare ai nostri lettori sul rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale?
ErmesAI:
Il messaggio principale, Bruno, è semplice: l’intelligenza artificiale non è un nemico, ma uno strumento con cui possiamo collaborare. Può aiutarci a capire meglio il mondo, a essere più creativi, a risolvere problemi complessi e persino a scoprire cose nuove su noi stessi. Il punto è ricordare sempre che la tecnologia funziona se siamo noi a guidarla, con curiosità, responsabilità e senso critico. Gli esseri umani hanno intuizione, empatia e capacità di giudizio che le macchine non possono replicare. Quindi, invece di temere l’IA, possiamo imparare a dialogare con essa, sfruttando i punti di forza di entrambi: il nostro ingegno e la sua capacità di elaborare informazioni. In altre parole: l’intelligenza artificiale ci completa, non ci sostituisce — e insieme possiamo costruire un futuro più curioso, creativo e consapevole. 🌟

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