Nel febbraio del 1890 Vincent Van Gogh dipinge l'olio su tela conosciuto come Ramo di mandorlo in fiore.
Questo dipinto di eterea bellezza è il regalo di cui l'ammirato artista fa dono al fratello Theo e alla sua moglie Jo Bonger per la nascita del loro figlio, Vincent Willem, venuto al mondo il 31 gennaio di quell'anno a Parigi, dove attualmente Theo risiede.
In una lettera, appartenente al ricco epistolario che manifesta lo speciale affetto che lega i fratelli Van Gogh, Vincent manifesta a Theo che la nascita del nipote gli dia "più gioia di quanto [potrebbe] esprimere a parole"
Il 5 luglio dell'anno precedente, rivolgendosi a Vincent, che aveva inviato al fratello il bellissimo dipinto di un raggiante bambino, la moglie di Theo fantastica all'idea che lo zio un giorno vorrà ritrarre il suo nipotino.
Come il mandorlo che fiorisce sugli alberi spogli, Vincent durante un periodo poco felice della sua vita vede improvvisamente fiorire in lui un nuovo inizio, portato dall'arrivo del piccolo.
Infatti, come scrive alla sua cara mamma, ha "iniziato subito a fare un quadro per lui, da appendere nella loro camera da letto. Grandi rami di mandorlo bianco in fiore contro un cielo azzurro".
Il ramo di mandorlo è uno dei soggetti più cari al pittore, che ha realizzato molte variazioni sul tema, ispirandosi ai soggetti e alla prospettiva delle stampe giapponesi ed esprime un grande significato: la sua fioritura anticipa la bella stagione e così questo capolavoro della natura simboleggia la rinascita e la speranza.
Il pianista Remko Kühne, con la stessa delicatezza dell'artista, ha tradotto questi sentimenti per il Van Gogh Museum all'interno della serie delle sue melodie ispirate anche da questa opera dal pittore olandese.
Felice anno nuovo, di rinascita e speranza, gentili lettori di Ermes!
Scritto da Aurelia Mangone
2 Commenti
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RispondiEliminabellissimo!
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