Fabrizio De André: il poeta degli ultimi e la voce della libertà





Fabrizio De André è stato un cantautore genovese, conosciuto come  "Faber", figura centrale della musica Italiana nota anche per i suoi testi poetici.

Muore a causa di un tumore ai polmoni dopo una lunga carriera iniziata negli anni '60.

Non è stato solo un cantautore, ma un vero e proprio poeta. Le sue canzoni hanno dato voci agli emarginati, ai ribelli,  ladri, prostitute, soldati, attraverso uno stile raffinato e profondamente umano.

Egli ha trasformato la canzone d'autore in una forma di denuncia sociale,il suo impegno civile e la sua attenzione per i diritti umani fanno di lui una figura ancora oggi attuale. Accolse influenze letterarie (come Spoon River e la Bibbia) unendo  alla musica la sua passione per Georges Brassens; infatti tradusse e adattò in Italia le sue diverse canzoni, portando nel parorama italiano il suo spirito libero e profondamente umano. 

Nei suoi album più celebri come “La buona novella”, “Non al denaro non all'amore né al cielo” o “Creuza de mä”, ha saputo affrontare temi universali,come la morte, giustizia,la libertà,l'amore e la religione con uno sguardo mai banale,critico e profondamente empatico. 


De André ha insegnato a diverse generazioni che l'arte può essere uno strumento potente per cambiare lo sguardo sul mondo.Ancora oggi,le sue parole risuonano come un invito alla comprensione,al rispetto e alla lotta contro ogni forma di ingiustizia.

Oggi 11 gennaio 2026 ricordiamo Fabrizio De André, la sua voce poetica e le sue canzoni che hanno dato voce agli ultimi e il suo impegno nel raccontare con bellezza e verità la complessità dell'animo.

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