Il diabete, nel quadro dei disturbi metabolici, rappresenta una tra le malattie più diffuse a livello
mondiale, nonché una tra le principali sfide del Sistema Sanitario.
Il fulcro della patologia risiede in un’alterata produzione o funzione dell’insulina, ormone ipoglicemizzante che consente al
glucosio di entrare nelle cellule per essere utilizzato come fonte
energetica per svolgere le normali attività quotidiane.
Esistono diverse forme di diabete, tra cui le più comuni sono:
• Diabete di tipo 1: è causato dalla distruzione autoimmune delle cellule Beta del pancreas,
che non producono più insulina; insorge spesso in infanzia o in adolescenza
• Diabete di tipo 2: è associato a fattori genetici, obesità, sedentarietà, fumo e stili di vita
scorretti, in cui l’organismo diventa resistente all’insulina o non ne produce abbastanza
• Diabete gestazionale: compare durante la gravidanza
I campanelli d’allarme sono vari, ma tra i sintomi più comuni riscontriamo: sete intensa e persistente (polidipsia), poliuria (minzione frequente, soprattutto
notturna), stanchezza cronica -anche senza sforzi-, perdita di peso inspiegata, visione offuscata, infezioni
ricorrenti, lenta guarigione delle ferite, formicolii o intorpidimento di mani e piedi.
Sintomatologia talvolta aspecifica, ragion per cui la maggior parte della popolazione affetta scopre
di esserlo casualmente.
Al fine di diagnosticare precocemente la patologia, ed ancor di più a prevenirla, è consigliato,
soprattutto a chi ha un’età superiore a 40 anni, effettuare periodicamente dei check up ematici, che
vanno dalla più comune glicemia a digiuno all’emoglobina glicata, vero e proprio sensore del
compenso glicemico.
Nell’ambito della prevenzione, ancor prima che diagnostica, è doveroso citare pochi semplici
regole equilibrate ad un sano stile di vita, tra cui: seguire un’alimentazione bilanciata, ricca di fibre
e povera di zuccheri semplici, praticare attività fisica regolare -anche una camminata quotidiana può
fare la differenza-, mantenere un peso corporeo adeguato, monitorare periodicamente la glicemia,
soprattutto in presenza di familiarità, evitare il fumo e limitare il consumo di alcol.
Varie sono infatti le complicanze associate a tale disturbo, e colpiscono diversi apparati e sistemi; tra i più comunemente riscontrati ritroviamo l’ictus e
l’infarto, ma anche la retinopatia diabetica, la neuropatia periferica ed il piede diabetico.
In definitiva, il diabete non è solo una malattia da curare, ma anche una condizione da prevenire; ed impegnarsi nel farlo diventa non solo una sfida
sociale, quanto un atto di responsabilità collettiva, un impegno che parte dal piccolo ma che può davvero fare la differenza!
A cura di Mariateresa Campisi


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