L’AMICIZIA AI TEMPI DELLE «RICHIESTE DI AMICIZIA»

 




Ciascuno di noi senza relazioni sociali sarebbe come un albero spoglio: vivo, ma incapace di fiorire. Aristotele ha definito l’uomo come un «animale sociale», poiché è nella relazione con gli altri che trova compiutezza, da solo resta incompletoLe relazioni sociali non hanno tutte la stessa intensità: alcune sono fugaci, altre restano confinate nei contesti in cui nascono, solo poche maturano in una vera amicizia. L’amicizia attraversa secoli, discipline e generazioni. Per i bambini, è fondamentale per lo sviluppopermettendogli di sperimentare emozioni, desideri,capacità e limiti; per gli anziani è un sostegno contro l’isolamento e le fragilità  

Il termine «amicizia» corrisponde in greco antico a φιλία(philìa). Per Aristotele, l’amicizia più profonda è quella fondatasul desiderio reciproco di bene in cui ciascuno dona all’altro tempo, ascolto, presenza. Seneca ricordava che «l’amicizia è necessarissima, ma non è in nostro potere», perciò non può essere forzata, ma va coltivata quotidianamente. L’amicizia, quindi, affonda le radici in un bisogno reciproco e diventa un itinerario etico che permette di raggiungere la felicità. Un ingredienteessenziale dell’amicizia è l’onestà, come cantano i Pooh in Amici per sempregli amici «Ci capiscono meglio di noi / E ti mettondavanti agli specchi / Anche quando non vuoi.» Nell’amicizia non c’è gerarchiaperché ci si spoglia di ogni veste per essere semplicemente persone e condurre un cammino condiviso. Albert Camus scriveva a proposito: «Non camminare davanti a me, potrei non seguirti. / Non camminare dietro di me, non saprei dove condurti. / Cammina al mio fianco e saremo sempre amici.»

Con i social il termine amicizia a volte è abusato. Basti pensare a espressioni come «richiesta di amicizia» oppure«amici», che ne ampliano il significato e ne sfumano i confiniLepiattaforme beneficiano del c.d. effetto di rete, per il quale l’utilitàche l’utente trae dall’utilizzo è tanto maggiore quanto più numerosi sono gli utenti. Questo rende possibile il fenomeno della «solitudine insieme», sembrerebbe un ossimoro ma si verifica perché in esse, pur non essendo possibile «essere» soli, è facile«sentirsi» soli. Questo disagio può non essere percepito nell’immediato emergendo nel lungo periodo, a quel punto, però, la persona si ritrova già isolata senza aver avvertito la mancanzadi legami sociali. I social creano, inoltre, un’illusione di vicinanza, dando l’impressione di partecipare ai momenti di vita altrui condivisi tramite le storie o i postQuesti possono stimolare un «lo vorrei fare anche io» oppure suscitare angoscia, facendo apparire la vita altrui più felice. social, quindi, – come ha osservato Domenica nell’articolo L’illusione del nuovo: il prezzo umano della cultura dello scarto – diffondono dei canoni che, se non analizzati criticamente, spingono a omologarci per la paura di essere emarginati. Tutto ciò – ha ricordato Bruno nell’articolo Il valore dimenticato delle piccole cose – rende necessario saper apprezzare il valore delle piccole cose «mettendo da parte il cellulare» per dedicare del tempo a «una conversazione sincera con qualcuno che sa ascoltare»accennare un sorriso o rivolgere un grazie. È in questi gesti che l’amicizia smette di essere un concetto e diventa una pratica quotidiana. sociala fronte dirischi non trascurabilipresentano delle importanti opportunità, anche per coltivare rapporti di amiciziaEssi permettono dimantenere i contatti con gli amici quando le distanze lo impediscono e di non perdere del tutto i contatti con chi abbiamo incontrato nel nostro cammino, ad esempio facendo gli auguri sotto il post con le foto di un momento speciale oppure commentando una storia su una vacanza. Seppure non si debbapensare che basti un click per trasformare qualcuno in un amico, i social permettono di entrare in contatto con persone nuove o con cui si hanno amicizie in comune aprendo la strada a relazioni offline.   

L’amicizia richiede attenzioni che i social non sono capaci di sostituire. Tuttaviaoggi, essi sono un luogo di ritrovo che non si sostituisce a quelli fisici, ma li integra: non solo una panchina sotto casa, ma anche una chat; non solo una passeggiata in centro, ma anche una storia condivisa. Ignorarli significherebbe rinunciare a una parte della socialità e accettare di perdersi sempre qualcosa.    




Scritto da Giuseppe Agostino 

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