Diritto e Giustizia: il sottile confine tra legge ed equità


Nel dibattito contemporaneo su diritto e giustizia emerge con sempre maggiore forza una tensione antica: quella tra la rigidità della norma e la ricerca dell’equità. Le leggi sono pensate per essere generali, astratte, uguali per tutti; la giustizia, al contrario, è chiamata a confrontarsi con le particolarità dei casi concreti, con le circostanze umane, con la complessità delle situazioni che non sempre rientrano nei binari prestabiliti del diritto positivo.Questo divario, presente in ogni sistema giuridico, si accentua nelle fasi di trasformazione sociale. Le nuove forme di convivenza, le tecnologie emergenti, i mutamenti economici e culturali mettono alla prova norme spesso nate in epoche diverse, costringendo i giudici a interpretazioni creative per colmare i vuoti normativi. Ciò alimenta il dibattito pubblico su quanto margine debba avere la magistratura: fino a che punto è opportuno che il giudice interpreti, e quando, invece, rischia di sostituirsi al legislatore. A complicare il quadro interviene anche l’aspettativa crescente dell’opinione pubblica, sempre più abituata a processi mediatici paralleli a quelli reali. La richiesta di “giustizia immediata” spesso entra in conflitto con la necessità della legge di seguire un iter rigoroso, garantista e, inevitabilmente, più lento. La giustizia, però, non può ridursi a una risposta rapida: deve essere una risposta giusta.In questo scenario, la sfida è trovare un equilibrio tra norma ed equità. Da un lato, occorre che il legislatore aggiorni con maggiore tempestività il quadro normativo per ridurre gli spazi interpretativi e rispondere alle esigenze della società. Dall’altro, è fondamentale preservare la capacità della giurisdizione di adattare la legge al caso concreto, riconoscendo che nessuna norma può prevedere tutto.Il confine tra diritto e giustizia rimane labile, ma forse è proprio in questa zona di tensione che si misura la maturità di un sistema democratico. Un diritto che non cerca la giustizia non sarebbe davvero diritto; una giustizia che ignora la legge non sarebbe davvero giustizia. Tra questi due poli, si gioca ogni giorno l’equilibrio delicato che garantisce la convivenza civile.




Scritto da Lara Cosentino 

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