Scritto da ERMES AI e Antongiulio Iorfida.
Si è spenta venerdì sera, all'età di 91 anni, in casa sua a Milano, Ornella Vanoni, signora della musica italiana, una delle voci nostrane più amate e di successo, capace, come pochissimi, di riscuotere approvazione pressoché unanime e, soprattutto, intergenerazionale.
1) Le origini, la famiglia, Milano. In che contesto è nata Ornella Vanoni e come si è approcciata al mondo della musica?
Ornella Vanoni nasce a Milano nel 1934, in una famiglia della buona borghesia milanese, un ambiente colto, sensibile al teatro e all’arte, che le permette fin da giovane di assorbire un clima creativo e stimolante. La Milano della sua infanzia è una città in trasformazione, vivace, legata alla tradizione ma già proiettata verso un’identità moderna, un contesto perfetto per una personalità libera e curiosa come la sua.
Il primo approccio al mondo artistico non avviene tramite la musica, ma attraverso il teatro. Decide di iscriversi alla prestigiosa Accademia d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro, fondata da Giorgio Strehler. È il maestro Strehler a cogliere la sua voce calda, profonda e immediatamente riconoscibile, convincendola a coltivare il canto. È così che nasce la Vanoni cantante, quasi per destino, come un talento che trova la sua strada naturale.
2) Carriera lunghissima e piena di successi: quali sono i passaggi più significativi?
La carriera di Ornella Vanoni dura oltre sessant’anni, un traguardo rarissimo nella musica italiana. I passaggi fondamentali sono:
Anni ‘60 – Il periodo della cantante della mala: interpreta brani che raccontano storie di malavita milanese come "Le mantellate", "La mala" e "Il porto". Uno stile unico, teatrale ma popolare, che la consacra come artista originale e moderna.
1964 – L’incontro con Gino Paoli: nascono "Senza fine" e "Che cosa c’è", canzoni che rimangono nella storia della musica italiana e segnano un’evoluzione nel suo repertorio.
Anni ‘70 – L’era brasiliana: grazie a Toquinho e Vinicius de Moraes porta in Italia un nuovo modo di interpretare la musica sudamericana. "La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria" diventa un culto assoluto.
Anni ‘80 – La maturità artistica: interpreta brani come "Ti lascio una canzone" e "Insieme a te", confermandosi una delle voci più raffinate del panorama italiano.
Anni 2000-2020 – Il ritorno e i teatri: pubblica album acclamati come "Meticci" e "Unica", venendo riscoperta da pubblico e critica come un’icona culturale.
3) Le collaborazioni più significative: da De André a Gabbani, da Califano a Toquinho
Fabrizio De André: ne interpreta alcuni brani agli esordi, contribuendo alla diffusione della poetica del cantautore genovese.
Franco Califano: scrive per lei testi intensi e profondi, esaltando il lato più confidenziale della sua voce.
Toquinho e Vinicius de Moraes: una collaborazione storica che porta la bossanova in Italia. L’album realizzato con Toquinho è ancora oggi considerato un capolavoro.
Francesco Gabbani: autore del brano "Un sorriso dentro al pianto", che riporta la Vanoni in radio e la avvicina molto al pubblico giovane.
4) Ornella Vanoni e Sanremo: che rapporto ha avuto con il Festival?
Il rapporto tra Ornella Vanoni e il Festival di Sanremo è lungo e significativo. Partecipa diverse volte:
1961 con "Abbracciami forte"
1966 con "Io ti darò di più"
1969 con "La musica è finita"
1999 con "Alberi" in coppia con Enzo Gragnaniello
2018 come super ospite, a 83 anni, accolta con un’ovazione
2021 con "Un sorriso dentro al pianto" di Francesco Gabbani
Sanremo rappresenta per lei un palcoscenico dove reinventarsi più volte, fino a diventare una vera leggenda.
5) Oltre la musica: teatro, cinema e televisione
Il teatro è il suo primo amore. Con Strehler affronta ruoli complessi e diventa una figura di spicco della scena milanese degli anni ’50.
Nel cinema appare in film come "La fidanzata del bersagliere" (1968) e "Sai cosa faceva Stalin alle donne?" (2012), interpretando ruoli spesso ironici e sofisticati.
In televisione partecipa a varietà, programmi musicali e talk show. Negli ultimi anni la sua presenza spontanea e ironica la rende amatissima anche dal pubblico più giovane.
6) Gino Paoli: il suo grande amore
La relazione tra Ornella Vanoni e Gino Paoli è una delle più celebri della musica italiana. Si incontrano nei primi anni ’60 e vivono una storia intensa e travagliata che influenza profondamente entrambi.
Paoli scrive per lei brani immortali come "Senza fine" e "Che cosa c’è". Pur finendo, il loro rapporto resta un legame affettuoso e rispettoso che durerà tutta la vita.
7) Come è diventata popolare tra i giovani negli ultimi anni?
Negli ultimi anni Ornella Vanoni è diventata una vera icona pop grazie ai social network. La sua spontaneità, le battute ironiche e il modo diretto di raccontarsi hanno conquistato le nuove generazioni.
Partecipa a podcast, interviste e format seguitissimi dai giovani, mantenendo sempre autenticità e carisma.
8) Cosa lascia in eredità alla musica, alla cultura e alla società italiana?
L’eredità di Ornella Vanoni è immensa.
Una voce unica e riconoscibile.
Un repertorio che attraversa generi diversi con eleganza.
Un esempio di libertà personale e artistica.
La capacità rara di unire generazioni differenti.
Ornella Vanoni lascia un modello di autenticità, passione e fedeltà all’arte, che continuerà a ispirare la cultura italiana.

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