Quale Halloween non passa tra un travestimento improvvisato, dei caldi pop corn e un macabro, glaciale film, pronti da assaporare? In un classico scenario come questo, non può mancare Corpse Bride di Tim Burton, una favola gotica stop-motion che nessun romantico si è lasciato sfuggire. Il sipario si apre in un grigio villaggio vittoriano, dove Victor, giovane timido e impacciato, sta per sposare Victoria. La storia svela ciò che Burton ama raccontare meglio di chiunque: la bellezza nascosta tra le crepe, il fiore che nasce dal cemento. Il loro è un matrimonio combinato, ma le catene degli obblighi, delle aspettative, della freddezza familiare, saranno le stesse che li terranno uniti in un amore ostinato, quasi impossibile da soffocare.
Il fascino di questa pellicola risiede nel parallelismo tra il mondo dei vivi e quello dei morti, raffigurati con scenari opposti al tipico immaginario: nel primo gli uomini sono trascinati da un cupo quotidiano, fatto di formalità e maschere; nel secondo i cadaveri sono immersi in un mix di colorate danze e sfacciata libertà. Trascinato nell’aldilà da Emily, il cuore palpitante della narrazione, Victor affronta la sua vera prova, lasciandosi alle spalle l’ingenuità per diventare finalmente pronto ad amare.
Le chiavi di lettura, capaci di lasciare una verità nel cuore dopo la visione, sono tante:
● La vita senza sentimento non è realmente vita. Il mondo dei vivi burtoniano è fatto di grigi, dentro e fuori: dominano le obbligazioni, l’avidità, la freddezza, e non c’è spazio per l’idea di “amore vero”. La musica è l’unica voce in uno sfondo dominato dal silenzio, lo sfogo di un sentimento proibito. Victoria non può suonare il pianoforte, Victor può farlo solo di nascosto. Le note diventano ribellione, in una società che mette a tacere l’arte e spegne ciò che nasce dal cuore.
● L’amore è libero e va oltre ogni ostacolo. È amore quello che Victor e Victoria hanno riconosciuto e coltivato, nonostante il contesto in cui si trovavano, insieme alle loro passioni. È amore quello che ha portato Victor a Emily, oltre il limite tra vivi e morti. È amore quello che ha permesso a Victor e Victoria di spingersi oltre le difficoltà e il destino che gli altri avevano tracciato per loro, per poi ricongiungersi. È amore quello che ha concesso ad Emily di rinunciare a Victor per ritrovare sé stessa.
● La “morte” come occasione di rinascita. Il viaggio di Victor nel mondo dei non-viventi lo mette a contatto con una realtà ignota, e solo attingendo da essa ottiene il coraggio di porsi protagonista della sua storia. La chiave di tale cambiamento è Emily, la celebre “sposa cadavere”, che lo tira fuori dai suoi comodi e gli mostra un mondo più sincero del suo, costringendolo a crescere. In particolare, lei incarna l’idea di una vita che continua oltre la morte, conservando sensibilità, dolcezza e capacità di trasformazione. Una donna che ha amato troppo e ha perso tutto, ma non il suo spirito: sceglie la libertà, la propria e quella degli altri.
Burton ribalta la logica: non è la vita a vincere sulla morte, ma l’amore a vincere sull’indifferenza. Victor impara a scegliere, Victoria a resistere, Emily a lasciar andare. E così, Corpse Bride smette di essere un film per Halloween e torna a essere ciò che è davvero: un racconto sull’amore — quello vero — che non conosce confini e dona la possibilità di rinascere sempre; un amore che toglie il fiato... per poi restituirlo.
scritto da Benedetta Punturiero

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