Una nuova rubrica approda in Ermes!
Uno spazio dedicato al mondo dello sport ed, in particolare, uno spazio dedicato ad una realtà strettamente significativa per alcuni Studenti frequentanti il nostro ateneo: il calcio calabrese. L'idea di fondo è - da un lato - quella di oltrepassare quei limiti di rivalità per cui schierarsi distintamente da una squadra per appartenenza di fede, che è sì lecita ma non giustificativa di faide e scontri come talvolta oggigiorno avviene, e cercare di creare una base comune dalla quale i Signori lettori possano trarne spunto per confronti e discussioni. Come si evince, dunque, lo spazio sarà sì dedicato alla discussione del calcio, ma andrà anche in altri sport proprio perché il tentativo posto è quello di coinvolgere attivamente quante più persone possibile.
Speriamo vivamente possiate trarre un qualunque vantaggio da questa rubrica e nel porVi i nostri più sentiti ringraziamenti Vi auguriamo buona lettura.
"Fischia!", "non arbitrare a senso unico", "ma quando ammonisci?" Sono queste alcune delle frasi che quasi ogni sportivo, in quasi ogni circostanza, rivolge in direzione del direttore di gara durante la disputa del match della sua squadra preferita. Incipit della rubrica è quindi quello di definire una comunanza tra le varie squadre calabresi e, forse, del Meridione tutto. Ma è proprio vero che "le squadre del sud sono le più sfavorite"? Non ci sono dati oggettivi che dimostrino una penalizzazione generalizzata delle squadre del sud, anche se alcuni fattori possono influenzare la loro performance e reputazione. Tuttavia il calcio, in quanto fenomeno umano, attiene a ciò che avviene alle condotte tipiche delle realtà in cui si riflette... e non sono pochi i casi in cui scandali arbitrali si sono effettivamente verificati. L'ultimo è quello riportato una settimana fa da Sport Mediaset: una vasta operazione congiunta di Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno fatto scattare cinque indagati per associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive e i cinque sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata emessa dal Tribunale di Reggio Calabria e gli accertamenti sono tutt'ora in corso. La cellula criminale era promossa e diretta da un arbitro della Sezione AIA di Reggio Calabria, che operava nelle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C. Il direttore di gara è accusato di aver alterato l'arbitraggio di diversi incontri per agevolare le scommesse dei membri del sodalizio. Ampliando l'orizzonte di riferimento sì da giungere alle categorie più alte, anche la Juve Stabia sembra essere stata investita da un'indagine diretta dal procuratore capo dott. Nicola Gratteri. La Juve Stabia, squadra di calcio italiana che milita in Serie B, è stata posta sotto amministrazione controllata a seguito di un'indagine per presunte infiltrazioni mafiose nella gestione di alcuni servizi collegati alla società. L'inchiesta è stata avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e ha portato alla nomina di un amministratore giudiziario che affiancherà la dirigenza nella gestione ordinaria della società. Le verifiche riguardano ditte e fornitori legati alla sicurezza, alla biglietteria e ad altre attività di supporto durante le partite. Non ci sono accuse dirette ai dirigenti del club, ma la magistratura ha ritenuto necessario un intervento immediato per garantire piena trasparenza e tutelare la continuità dell'attività sportiva. La squadra potrà continuare a giocare regolarmente nel campionato di Serie B, e il club ha ribadito la sua massima collaborazione con le autorità competenti. Il procuratore nazionale antimafia ha definito il provvedimento "un passo dovuto per evitare che ambienti criminali possano condizionare la vita di una società sportiva".

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