Scritto da Benedetta Punturiero
“Prevenzione”: una parola con cui si condisce abbondantemente l’insalata del linguaggio medico, ma che costituisce “ingrediente segreto” per una vita sana. Il mese di ottobre (detto anche “Ottobre Rosa”) è dedicato alla prevenzione di una delle patologie più frequenti tra le donne: il tumore al seno. Ogni anno, questa pagina del calendario suggerisce a ciascuno di ritagliare uno spazio per riflettere e sensibilizzare su una realtà che vede ben oltre 50.000 donne bussare alle porte degli ospedali per ottenere riscontro. Un dato che sottolinea quanto il tempo sia una chiave fondamentale per aprire un nuovo capitolo della vita a chi potrebbe ritrovarsi face-to-face con una notizia “immobilizzante” come quella relativa ad una malattia. La diagnosi precoce, soprattutto nel contesto oncologico, non offre solo una speranza concreta di rivalsa per molti pazienti — permettendo oltre il 90% di possibilità di guarigione —, ma anche un’opportunità per arricchire la ricerca scientifica, finalizzata al miglioramento delle cure. In questo periodo, vengono organizzati eventi appositi diretti a prevenire e curare: visite e screening gratuiti si affiancano a raccolte fondi per il finanziamento della ricerca di nuovi mezzi — meno invasivi e più accurati — per diagnosi e terapie, nonché spazi di supporto ed empowerment per donare coraggio a chi sente di aver perso forza e speranza. Queste campagne non riguardano solo regioni come il Lazio e la Lombardia, ma estendono il loro braccio verso la Calabria: i primi di ottobre hanno toccato Cosenza e Lamezia Terme, mentre a Rende e Reggio Calabria rimangono ancora appuntamenti validi per tutti coloro che desiderano compiere un gesto di amore per sé stessi, gratuitamente. Anche dopo la fine del mese dedicato, la Regione Calabria — attraverso le Aziende Sanitarie Provinciali — mantiene aperta la possibilità di aderire ai programmi gratuiti di prevenzione per le donne tra i 50 e i 69 anni, e in alcune aree anche a fasce più giovani su richiesta del medico. Sapere a chi rivolgersi è il primo step, senza dimenticare l’altrettanta importanza della pratica dell’autocontrollo: osservare il proprio corpo, conoscere i segnali del seno e saperli riconoscere mediante l’autopalpazione, per poi trasformare la consapevolezza in azione, chiedendo il supporto medico non appena si nota qualcosa di anomalo. D’altronde, si dice che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, e questa mela potrebbe davvero essere un semplice controllo, in grado di colorare un po’ più di “verde” il proprio futuro. Prendersi cura di sé è un atto di responsabilità e coraggio, in cui ogni passo conta... ma non si cammina da soli!
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| Ottobre rosa |

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