C’era una volta un fiore, in un bel vaso rosso. Ogni mattina
il fiore si svegliava contento perché sapeva che una donna si prendeva cura di
lui. La donna annaffiava il suo vaso e grazie al suo amore egli diventava sempre
più colorato e bello. Il fiore amava molto la sua donna, che lo aveva
cresciuto, ma avrebbe tanto voluto avere altri fiori accanto a sè perché si
sentiva solo. Un giorno chiese alla donna di realizzare il suo desiderio e lei
annuì. Il fiore allora, quella sera, andò a dormire speranzoso di trovarsi,
presto, degli amici. Passarono settimane, ma ancora nulla. Una mattina si
svegliò, in un posto diverso dal solito, circondato da tanti altri bellissimi
fiori di vario tipo e colore. Era felice che il suo sogno si fosse realizzato. Pensò
che la donna lo avesse portato apposta in quel grande giardino a conoscere
altri fiori. Insomma una vera e propria festa dei fiori con una folla di
invitati con mazzi di ciclamini, rose…in mano. Egli, però, non vedendo la sua
amata donna chiese ai suoi simili se sapessero dove fosse. Gli risposero che
non l’avevano vista ma sapevano di essere venuti lì solo per lei. “Magari vuole
fare una sorpresa a me e agli altri invitati”, suppose il fiore e si decise ad
aspettarla. Tutti erano presenti, familiari e amici. Il fiore chiese ad un
bucaneve, non avvistandolo, del compagno della donna, e gli disse di non averlo
visto ma sapeva che lei era arrivata lì grazie a lui. “Magari l’uomo l’ha
accompagnata con un cavallo bianco o con una bellissima carrozza come nelle
fiabe e io non me ne sono accorto” pensò il fiore che credeva fortemente
nell’amore. Decise di chiedere ad una rosa che gli rispose che l’uomo non aveva
usato un cavallo o una carrozza per far arrivare la donna in quel giardino, ma
calci, pugni e infine una pistola. La gerbera allora capì che avrebbe riposato
per sempre accanto alla sua donna nel giardino perché, almeno lei, credeva
fortemente nell’amore.

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